Lo skipper Cino Ricci al Friuli Doc “scortato” dalle auto storiche della Trieste-Opicina

Postati in NOTIZIE con i tag , , , , su 16 settembre 2009 da triesteopicina

IMG_3736Domani giovedì 17, tre leggendarie auto storiche del Club dei Venti all’Ora accompagneranno il famoso skipper Cino Ricci -ospite d’eccezione della kermesse -all’apertura del grande evento enogastronomico Friuli Doc, dove protagoniste assieme alla Riviera Friulana, ci saranno alcune tra le più suggestive automobili che parteciperanno il prossimo 17-18 ottobre alla  gara di regolarità storica Trieste-Opicina.

È proprio in occasione di uno degli appuntamenti più importanti della regione che avremo un piccolo assaggio di ciò che potremmo vedere i prossimi 17-18 ottobre a Trieste durante la Trieste-Opicina, competizione per auto storiche fabbricate fino al 1971 che adotta la formula della regolarità e che in leggendari tempi passati vide gareggiare piloti del calibro di Tazio Nuvolari per la scuderia Ferrari, i quali sfrecciavano sul percorso che fu ribattezzato “Monza in salita”. Attraverso queste mitiche automobili (una Osca Maserati, una Balilla Coppa d’Oro ed una Triumph), la celebrazione degli antichi fasti di un’epoca antica proposta dalla Trieste-Opicina si unirà sinergicamente allo spirito e alla tradizione del Coordinamento Strada del Vino di Aquileia, i cui percorsi insieme tracciano il volto di un patrimonio storico e culturale di notevole impatto per la regione Friuli Venezia Giulia. La Riviera Friulana-ovvero quella fascia di territorio che va da Grado a Lignano passando per Marano, risalendo fino ad Aquileia e Palmanova, domani verrà presentata a Friuli Doc grazie all’organizzazione del Coordinamento Strada del Vino di Aquileia che avrà come testimonial d’eccezione Cino Ricci, skipper romagnolo che dal 1969 ha conquistato numerosi successi in regate nazionali ed internazionali con barche di qualsiasi genere, organizzatore di eventi velici come Il Giro d’Italia in Vela e collaboratore di diverse testate giornalistiche nazionali ed emittenti televisive. Ricci attraverso il proprio percorso di vita rappresenterà dunque i valori ed i folclori della Riviera Friulana, testimoniando l’affetto nutrito nei confronti di questo territorio e delle marine di Marano e di San Giorgio di Nogaro, frequentate abitualmente dallo skipper. Il grande debutto della 15° edizione di Friuli Doc avverrà domani dalle ore 17.30 in Piazza Libertà, allestita per l’occasione con una mostra di gigantografie a tema che ci rivelerà suggestivi scorci della Riviera Friulana e da dove Cino Ricci “salperà” a bordo di una delle automobili messe a disposizione dal Club dei Venti all’Ora per poi approdare in Piazza Venerio, nella quale il Coordinamento Strada del Vino Aquileia ha organizzato un incontro con numerose associazioni che illustreranno gli straordinari prodotti tipici di cui sono immensamente ricche queste terre.

Quest’anno a Friuli Doc si assisterà alla celebrazione di una storia che affonda le proprie radici in tempi lontani, fatta di emozioni autentiche che da domani potremo riscoprire ascoltando il rombo di una mitica vettura storica, osservando i profili della Riviera Friulana immortalati in suggestive fotografie e assaporando i prodotti tipici della regione.

 

IMMAGINI DALLA STORIA

Postati in STORICO su 3 settembre 2009 da triesteopicina

LE VARIE EDIZIONI

Postati in NOTIZIE su 2 settembre 2009 da triesteopicina

di Carlo Michelazzi (1995)

1972

Anno di grazia 1972 e la Trieste Opicina è in calendario prevista per il 30 aprile. Chi vinse quell’edizione? Gli abitanti di via Fabio Severo! Questi, dopo l’ultima edizione del ’71, tempestarono di pesanti lettere sia il Piccolo sia le autorità locali in modo da farla finita con questa manifestazione, poiché ogni anno disturbava il loro delicato udito.

Queste azioni determinarono l’annullamento della manifestazione da parte della Prefettura, pur avendo l’approvazione degli organi competenti nazionali per il regolare svolgimento.


1971

L’ultima edizione della Trieste – Opicina svoltasi regolarmente è datata 1971, esattamente il 24 maggio. La manifestazione venne vinta da Alessandro Moncini su Porsche 911 S, che percorse gli 8 km. bagnati del percorso in 4’23″6 alla media di 109,529 kmh.

Anno bagnato, piovve durante la gara, ci fu un incidente al pilota austriaco Jerich il quale distrusse la sua Escort alla prima curva di San Cilino contro un palo.

Nessuna Ferrari era iscritta alla manifestazione.


1970

Il 24 maggio 1970 si corre la classica in salita Trieste – Opicina valida per il Campionato Trofeo Montagna, Campionato GTS, S TS.

“Nella “Monza in salita” la rivincita di Moretti”

Così esordisce Marco Magri di Autosprint nel numero 20 della rivista a riguardo della cronaca della manifestazione.

Giampiero Moretti con la Ferrari 512S, noto con lo pseudonimo di MOMO, vince in 3’12″5 alla media di 149,529 kmh, abbassando di 5 secondi il record stabilito in prova

Nel ’70 gli organizzatori, riferendosi al regolamento CSAI che autorizzava la lunghezza delle gare in salita a 8 km. (dai 10 km. precedenti) per i campionati di velocità, accorciano il percorso eliminando il tratto da Foro Ulpiano fino alla curva dell’Università. Mi sembra doveroso riportare passo passo le parole del già citato giornalista anticipando le previsioni che portarono all’annullamento del ’72, “togliendo alla “Opicina” i due chilometri iniziali, quelli che si snodavano in pieno centro cittadino sono riusciti a mantenere in piedi una gara che, obiettivamente, non sappiamo come faccia ad essere “sopportata” dalla città di Trieste; merito degli organizzatori e merito della lungimiranza delle autorità evidentemente”.

Ferrari partecipanti:

Ferrari 512S di G. Moretti 1.a assoluta e prima di categoria Sport 5000.

Classifica finale:

1° G. Moretti Ferrari 512S in 3’12″5, media 149,395 kmh

2° “GI-BI” Abarth 2000

3° P. Botalla Abarth 2000

4° “Noris” Porsche Carrera 10

5° K. Reisch Alfa 33


1969

Pur non migliorando il record stabilito da E. Lualdi nel 1967, Franco Pilone vinse la Trieste – Opicina con la sua Abarth 2000 battendo le pericolose Porsche di “Noris”, Brodner e Nicodemi. Quest’anno le autorità competenti non concessero ai piloti di provare due volte il percorso come gli anni precedenti, solo i candidati alla vittoria poterono provare il percorso due volte. A “Noris”, in gara, 5 secondi prima della partenza si spense il motore mentre Nicodemi ebbe problemi con le gomme, adatte più ai circuiti che alle gare in salita.

Nessuna Ferrari iscritta alla manifestazione.

Classifica finale:

1° F. Pilone Abarth 2000 in 4’27″3, media 136,700 km/h.

2° “Noris” Porsche Carrera 10

3° B. Brodner Abarth 2000

4° A. Nicodemi Porsche Carrera 10

5° A. Bardelli Alfa 33


1968

Auto Italiana, nel numero 22 del 30 maggio ’68, nella rubrica “le Vostre opinioni” pubblica una lettera dal titolo “Vetture in liquidazione nel Friuli Venezia Giulia” che mi sembra doveroso riportare interamente per dovere di cronaca:

“Nel calendario delle gare motoristiche per l’anno in corso figurano tra quelle di velocità in salita: in data 12 maggio 1968, la 8.a Cividale – Castelmonte; in data 26 maggio 1968, la Trieste – Opicina; in data 4 agosto 1968, la Aviano – Piancavallo; in data 8 settembre 1968, la 3.a Tolmezzo – Verzegnis.

Al primo maggio, dalla Prefettura di Udine perviene all ‘Automobile Club il veto alla effettuazione della gara Cividale – Castelmonte perché il percorso non è agibile; due giorni dopo l’Aci Trieste riceve la comunicazione che la gara Trieste – Opicina viene rinviata a data da destinarsi causa concomitanza con elezioni regionali (modo elegante per dire che non verrà effettuata); il 5 u.s. dal Ministero dei Lavori Pubblici, tramite la CSAI, arriva la comunicazione ufficiale che, a causa di una curva estremamente pericolosa (sic!), anche la Tolmezzo -Verzegnis intendesi annullata; infine, dulcis in fundo, la posta poi ha recapitato la comunicazione del solito Ministero che annulla anche la gara Piancavallo – Aviano perché il percorso non è agibile.

Gli appassionati dello sport automobilistico friulano si chiedono se quanto sopra debba ritenersi una premessa per la definitiva abolizione di ogni attività dell’automobilismo sportivo e pertanto sollecitano un tempestivo intervento degli organi competenti prima che questo orientamento, dilagando, porti a paralizzare ogni iniziativa in questo settore sportivo.

Firmato da alcuni piloti della scuderia Friuli Achille Minien, Piero Cattelan, Paolo Cozzarolo ed altri.”

Auto Italiana risponde:

“Sulla questione (che fa presupporre la messa in liquidazione delle vetture per le gare del FVG) a nostro parere sarebbe utile anche il pensiero degli Automobile Club interessati.”

Da ricerche effettuate sulla stessa rivista nessuno rispose in merito.


1967

28 maggio: ventitreesimo numero di Auto Italiana del ’67, pagina 22: “Quarto successo di Lualdi (Dino)”. Il titolo dell’articolo dedicato alla nostra gara cittadina. Disponendo di una Dino particolarmente curata da Maranello con modifiche al motore che la rendevano uguale alla versione ufficiale, il pilota bustocco vinse la sua quarta Trieste – Opicina a tempo di record.

La vittoria di Lualdi a questa Trieste – Opicina non fu del tutto facile in quanto il calibro degli avversari era alto: “Noris” (Porsche Carrera), Carlo Falcetti (Porsche Carrera 6), i due piloti ufficiali Abarth, Hezermans ed Ortner e Della Torre con una Dino versione 1966.

Ferrari partecipanti:

Ferrari Dino 206: Edoardo Lualdi 1a assoluta in 4’23″7 Sport Prototipo CI 2000

Ferrari Dino 206: Giuseppe Della Torre (ritirato)

Ferrari GTO: C. Ammiraglio in 5’03″4 classe Sport oltre 2000

Ferrari GTB: Luciano Pasotto in 5′ 18″4 classe Gran Turismo oltre 2000.

Classifica finale:

l° E. Lualdi Ferrari Dino in 4’23″7, media 138,567 km/h

2° J. Ortner Abarth 2000

3° C. Facetti Porsche Carrera 6

4° “Noris” Porsche Carrera 6

5° A. Hezermans Abarth 2000


1966

“La Trieste – Opicina offre ai concorrenti una delle più belle sedi stradali ed un dislivello non eccessivo (334 metri). E’ veloce e per vincerla chi guida deve mettere in mostra tutte le proprie risorse.”

Così scrisse l’articolista di Auto Italiana a proposito della gara del ’66. In questa edizione “Noris” stabilì il nuovo record con il tempo di 4’34″2, battendo la Ferrari Dino di Edoardo Lualdi per uno scarto di quattro decimi di secondo.

Ferrari partecipanti:

Ferrari-Dino 206: Edoardo Lualdi 2.a assoluta in 4’34″6 S.p. 2000 media 133.066 kmh

Ferrari 275 GTB: Sergio Marchesi in 5’06″7 alla media di 119.139 kmh

Classifica finale:

1° “Noris” Porsche Carrera 6 in 4’34″2 alla media di 133.260 kmh

2° E. Lualdi Ferrari Dino 206

3° F. Ghezzi Brabham F 3

4° G. Alberti De Sanctis F 3

5° B. Pittard BWA F3

TRIESTE-OPICINA SLIDESHOW -YOUTUBE-

Postati in STORICO su 16 agosto 2009 da triesteopicina

MARIO MARCHI

Postati in MARIO MARCHI con i tag , , , , , su 31 luglio 2009 da triesteopicina

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E’ nato a Trieste il 2 settembre 1949 ed ha iniziato a partecipare alle prime gare nell’anno1968, quindi solo diciannovenne, con la Scuderia Ostuni di Trieste.

La sua prima gara è stata il rally delle Alpi orientali sempre nel ’68. Dal 1970 al 1976 difende i colori della scuderia Bassano corse mentre nelle seguenti due stagioni quelli della Associazione Piloti Trieste. Con la sua prima vettura, una Mini Cooper Gr 2, gareggia nel ’68, ’69 e nel ’70 anno durante il quale acquista una Fulvia HF Gr 3 con la quale ottiene ottimi risultati sino nel 1973 anno in cui passa alla più potente Fulvia HF gruppo 4. Nel 1976 partecipa al campionato triveneto con una Fiat 132 1600 Gr 1 ed è l’unico pilota in Italia a gareggiare con questo tipo di vettura della marca torinese. Nel suo palmarés può annoverare la partecipazione a 14 gare di regolarità pura, a 46 gare di regolarità sprint e rallies nazionali, a 18 rallies internazionali, a due gare di velocità in circuito ed a 22 cronoscalate. Lo ricordiamo vice campione sociale, dietro Bacchelli, della scuderia Ostuni nel ’69, campione sociale rally della Bassano corse nel 1971 e 1972, campione triveneto rallies nazionali nel 1976 al volante della Fiat 1332.

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Ultima gara alla quale partecipa in questo primo periodo d’attività è il rally Città di Modena nel 1977 con a fianco, quale fido navigatore, Marco Rodda.

Dopo 10 anni di inattività, Marchi rientra sempre con marco Rodda nelle vesti di navigatore nel mondo delle gare automobilistiche scegliendo però il settore delle auto storiche ponendosi al volante di una Fiat 508 Torpedo con la quale partecipa ad oltre trentacinque manifestazioni di regolarità. Nel 1993 ottiene la vittoria assoluta nella rievocazione storica della Trieste Opicina.


MARIO_prova Nuvolari004Ottimi sono molti piazzamenti che ottiene nelle gare più titolate d’Italia. Dal 1989 ricopre la carica di segretario e tesoriere nel Club dei Venti all’ora. Indelebili nella sua memoria tre episodi: l’11° posto assoluto ottenuto al volante della Fulvia HF al rally di San Martino di Castrozza al cui traguardo riceve i complimenti dell’allora direttore sportivo della Lancia un tal Cesare Fiorio: lo spettacolare testacoda nelle prove del sabato alla curva dell’Obelisco nell’edizione del ’71 della Trieste-Opicina ed ancora il capottamento patito al primo tornante della prima prova speciale al rally Challenge di Venezia concluso però comunque con un brillante 8° assoluto.



LA TRIESTE-OPICINA NELLA STORIA

Postati in STORICO su 30 luglio 2009 da triesteopicina

 

da Triesteopicina.interfree.it

Postati in NOTIZIE su 30 luglio 2009 da triesteopicina

Grande ritorno della Trieste-Opicina

MEMORIAL MARIO MARCHI

Quando la passione sportiva si unisce alla classe di guida nascono nomi di grandi piloti. Piloti come Mario Marchi triestino con il rombo nel cuore, indimenticabile per le rocambolesche imprese con la sua Balilla Torpedo, che fino all’ultimo giorno della sua vita ha saputo dosare quel talento e quella spregiudicatezza che lo hanno reso celebre e sempre vivo nella memoria collettiva.

 

Tra questi il Club dei Venti All’Ora – di cui Mario Marchi è stato consigliere, sostenitore e amico- che oggi gli dedica un memorial in occasione della storica gara di regolarità Trieste-Opicina che il 18 ottobre sfodererà tutto il suo fascino in un ritorno attesissimo.

Riportare in auge gli antichi fasti della prestigiosa manifestazione motoristica triestina ridandogli quel merito che gli appartiene di diritto: è questa la parola d’ordine del Club dei Venti All’Ora che per la sua sedicesima edizione vuole ridare alla memoria il nome di un pilota del calibro di Mario Marchi, conferendogli ancora una volta quella simbolica stretta di mano che in vita il pilota ha teso ripetutamente, verso quanti non hanno mai voluto dimenticarlo.

La Trieste-Opicina vedrà sfidarsi magnifiche vetture d’epoca  con un prologo di prove sulle rive cittadine che proseguirà lungo il tradizionale percorso di un tempo, che per l’occasione verrà chiuso al traffico per permettere ai partecipanti di affrontare le prove con particolare impegno agonistico; escursioni verso il Collio Goriziano e rientro attraverso la Slovenia garantiranno la piacevolezza della gara che si concluderà nel magnifico scenario di Piazza dell’Unità d’Italia la sera di domenica 18 Ottobre.

Orgogliosi di tutto ciò che la competizione è stata per la città di Trieste, gli organizzatori prevedono l’ammissione in gara solo di vetture costruite fino al 1971 – quasi a voler ricordare attraverso l’essenza tecnica stessa delle automobili  tutto un passato di glorie. L’iniziativa sportiva ed agonistica si trasforma così anche in rievocazione, ma non solo – diviene un’occasione imperdibile per riportare quel lustro, quel prestigio e quel pregio legato ad un evento tanto amato e tanto atteso.
Quest’anno infatti Trieste recupera un tassello della sua gloriosa storia attraverso questo evento sportivo, il quale affonda le sue radici agli inizi del secolo scorso e ci fa tornare a quella domenica mattina del 1911 – quando la prima bandiera rossa di partenza veniva abbassata dall’ingegner Leonardo Weiss, che apriva così la gara ed inaugurava quella che sarebbe poi divenuta una vera e propria tradizione. Una tradizione tutta triestina che oggi compie 98 anni, guadagnandosi uno status di tutto rispetto fra gli eventi sportivi internazionali per la sua vita longeva e ricca di aneddoti pregevoli e curiosi.

Oggi Trieste torna a sognare di un tempo lontano, riportando in pista tutto l’orgoglio di un’iniziativa che parla della città, della sua identità insieme territoriale ed internazionale, del suo carattere deciso e competitivo che ancora possiamo udire nel rombo di un motore.

per info ed iscrizioni Tel. 040 763520 info@clubdeiventiallora.it

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